Terra Madre Nostra

“La terra vi concede generosamente i suoi frutti, e non saranno scarsi se solo saprete riempirvi le mani.

E scambiandovi i doni della terra scoprirete l’abbondanza e sarete saziati. Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà gli uni avidi e gli altri affamati.

Quando voi, lavoratori del mare dei campi e delle vigne, incontrate sulle piazze del mercato

i tessitori e i vasai e gli speziali, invocate lo spirito supremo della terra affinché scenda in mezzo a voi a santificare le bilance e il calcolo, affinché il valore corrisponda a valore.

E non tollerate che tratti con voi chi ha la mano sterile, perché vi renderà chiacchiere in cambio della vostra fatica. A tali uomini direte: «Seguiteci nei campi o andate con i nostri fratelli a gettare le reti nel mare. La terra e il mare saranno con voi generosi quanto con noi».

E se là verranno i cantori, i danzatori e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni.

Anch’essi sono raccoglitori di incenso e di frutti, e ciò che vi offrono, benché sia fatto della sostanza dei sogni, distillano ornamento e cibo all’anima vostra.

E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno vada via a mani vuote.

Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sino a quando il bisogno dell’ultimo di voi non sarà appagato.”

Estratta dal “PROFETA”, di Kahlil Gibran

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10 motivi per NON legalizzare la prostituzione

Le seguenti motivazioni sono rivolte a tutti gli stati che sostengono le forme di prostituzione, includendo ma non limitandosi alla piena legalizzazione dei bordelli e dei lenoni, alla depenalizzazione dell’industria del sesso, regolando la prostituzione per mezzo di leggi che ad esempio indicano o comandano dei controlli sanitari per le donne che si prostituiscono, o ogni sistema in cui la prostituzione é riconosciuta come un « lavoro del sesso » o che la sostiene come una scelta di impiego.

Poiché i paesi stanno considerando di legalizzare e depenalizzare l’industria del sesso, vi esortiamo a considerare i modi in cui, legittimando la prostituzione come « lavoro », non si rafforza il potere delle donne che si prostituiscono ma si rafforza ogni aspetto nell’industria del sesso.

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Lasciate le donne essere quello che vogliono…

questa sarebbe la vera emancipazione del maschio… niente più pretese verso modelli artificiali, ma riconoscere finalmente la donna come persona, nella sua unicità.

 

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TALANITH:

alla ricerca dell’eterno femmineo.

Il progetto Talanith propone corsi su
AUTENTICITÀ DI DONNA NEL PERCORSO SPIRITUALE / ESPLORAZIONI SUL POTERE SCIAMANICO DELLE DONNE / IL CONFLITTO FRA LE DONNE

mirate a poter realizzare oltre a personale benessere prima o poi un altro concetto di vita.

Ulteriori informazioni sul sito www.talanith.eu

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Riconoscere un narciso e liberarsene

Il Narciso. Figura maschile che ama troppo se stesso per poter amare qualcun’altro. Troppo egocentrico ed egoista, troppo simpatico, troppo scaltro, troppo bugiardo. Troppo occupato a ricevere per dare. E’ il parossismo del troppo. Figura che di solito lascia a pezzi la sua compagna. Da allontanare appena si capisce di che pasta è fatto. (continua a leggere.)

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Essere donne a volte stanca

Stanca perchè:

  • quando cerchi lavoro ti chiedono bella presenza (cosa che agli uomini succede molto di rado, anche per quelli che lavorano in contatto con il pubblico) o ti infliggono il tetto d’età massima
  • sai che guadagnerai meno degli uomini, a meno che tu non abbia voglia di prostituirti
  • leggi di donne stuprate, violentate, picchiate, violate e speri e preghi tutti i giorni di non essere tu la prossima vittima
  • se ti sposi, per una buona percentuale, diventerai la balia che accudirà il marito
  • se non ti sposi, diventerai una zitella acida per l’immaginario collettivo, anche se sarai una splendida e intelligente e attiva donna dai mille risvolti
  • se vorrai un figlio, rischierai di non rientrare più nel mondo del lavoro
  • se avrai il figlio e sarai una madre sola, incontrerai molti problemi e il menefreghismo delle istituzioni e delle persone in generale
  • se vorrai vivere liberamente la tua sessualità, lo farai a tuo rischio e pericolo di un probabile linciaggio sociale
  • sai che sarai vittima di stereotipi sociali anche da parte degli amici, conoscenti, fidanzati, mariti e parenti
  • devi essere sempre perfetta perchè così vuole qualcuno
  • ti senti sempre seconda a qualcuno, quando hai tutte le carte in regola per stare al primo posto insieme a qualcuno (io non ho nessuna smania di detronizzare nessuno del suo potere, vorrei, però, condividerlo con lui, così da trasformare il potere in cooperazione)
  • e stanca perchè non vorresti lottare per quei diritti che dovrebbero essere tuoi e  inviolabilmente tuoi, ma sei costretta, perchè qualcuno non ha ancora capito che siamo qui per condividere e non per arrivare primi e lasciare tutti gli altri secondi
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Donna in Europa

Come si sente la donna europea? si sente libera di muoversi nel mondo, nel lavoro, nella vita affettiva? riesce a trovare una mediazione, un equilibrio in una società fatta di compromessi a volte troppo dolorosi per poter realizzare se stessi in toto?
Per strada la donna si sente sicura?

Tante interviste quanti sono gli stati europei. Come si vedono le donne negli altri stati? esiste davvero la parità nella vita di tutti giorni (non quella sulla carta sancita da leggi)? Come progettano il loro futuro?
Oggi ho ascoltato per prima l’intervista a Minna, una ragazza svedese che vive a Roma, che afferma che le italiane SONO OSSESSIONATE DALLA BELLEZZA e che spesso viene prima delle loro scelte professionali e di studio.
“Forse è il momento che gli uomini aiutino finalmente le donne e facciano un passo indietro e le donne un passo avanti” queste le sue parole di fronte all’insicurezza che abbiamo noi donne spesso nel farci riconoscere i proprio diritti. (Ma sapremo prenderceli)

Inoltre ho ascoltato anche l’intervista di Cristiana, ragazza italiana di Roma. Lei non guarda la televisione perchè non le piace e così la pensa anche il suo ragazzo. Lei è sicura di sè. Farsi rispettare dagli altri (uomini o donne che siano) è questione del carattere della persona. Probabilmente, aggiungo io, il fatto che lei non guardi la televisione e che non sia a contatto con un immaginario stereotipato della donna l’aiuta sicuramente ad avere un rapporto più sereno con il proprio corpo che inevitabilmente si riflette nel suo modo d’essere.
Per questo sarebbe bello che la televisione fosse rimpiazzata da un buon libro, da serate culturali, da condivisione di idee con le persone che ti sono vicine, dalla vita vera e reale.
Inoltre, sono perfettamente d’accordo con Cristiana che nella richiesta delle quote rosa c’è un pericolo (che non so se lo hanno mai messo in conto). La possibilità che arrivino lì dove si decide le sorti di un intero popolo solo quelle che… sono raccomandate, si sono prestate,sono scese a compromessi, mentre quelle che davvero farebbero la differenza sono lasciate indietro. E poi è da un po’ di tempo a questa parte che mi chiedo perchè si lotti per fissare un limite per le quote rosa? Perchè noi donne ci auto-limitiamo le nostre possibilità? Perchè invece non sarebbe bello che naturalmente (senza una legge, senza una definizione che piomba dall’alto, senza compromessi) le donne raggiungessero magari il 60% là dove si decide? In fondo gli uomini non si auto-regolano con percentuali artificiose. Si prendono ciò che vogliono e lo pretendono senza tener conto dell’altra fetta d’umanità. Non sarebbe ora di guardare il mondo con occhi diversi, con semplici occhi umani, senza riflessi rosa o azzurri, ma con lenti trasparenti e chiare. Non sarebbe ora che a tutte le persone fosse accordata la libertà di essere senza più distinguere tra maschio e femmina? Ma distinguere solo in base alle capacità e alla volontà di una persona? Non mi sembra di sognare e non mi sembra neppure di essere troppo distante dalla realtà per essere considerata un’utopista. Semplicemente il genere umano ha dimostrato il peggio di sè negli ultimi secoli (millenni) e sappiamo tutti che può fare molto meglio. L’opinione diffusa dell’immobilità della società e dell’ indole umana che tende a ripetersi non la prendo nemmeno in considerazione. Sono una motagna di scuse per non fare.
Forse l’abitudine ad un certo di stile di vita e la rassegnazione a non vedere un altro tipo di società migliore di quella democratica in cui viviamo ci hanno atrofizzato le gambe come ad un malato immaginario a cui i dottori hanno sempre detto che non può camminare senza l’ausilio delle stampelle.
Il discorso ora si farebbe troppo lungo e complicato per cui ora vi segnalo semplicemente l’elenco delle restanti interviste tra le donne europee: http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/403891/ per poter approfondire.

Ad maiora!

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Ubuntu

Una filosofia africana sub-sahariana che mi ha conquistata!
Non soltanto un sistema operativo ma molto di più. Un concetto di vita talmente semplice che dovrebbe essere presa in considerazione da tutti. Buona visione!

http://dotsub.com/view/9f337715-1663-48ae-85d1-87afa6c7bc85
http://dotsub.com/media/9f337715-1663-48ae-85d1-87afa6c7bc85/e/m

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Non chiediamo la luna, solo parità di diritti.

Il 26 gennaio è stato firmato dallo IAP e dal Ministero delle Pari Opportunità un Protocollo d’Intesa per regolamentare i contenuti “di genere” nella comunicazione commerciale.
La pubblicità deve ora attenersi ad un impegno più vigoroso (si spera) tra queste due istituzioni, per una più felice e creativa scelta delle immagini e dei messaggi.
L’abitudine comportamentale degli italiani sta cambiando rapidamente con una sempre maggiore presa di coscienza che il rispetto delle donne abbia un peso fondamentale nella vita di tutti i giorni e negli aspetti che influiscono molte nostre scelte, in primis la pubblicità.
Sembra che le istituzioni si stiano allineando al sentimento collettivo che desidera una comunicazione commerciale diversa, dove il prodotto non viene più soppiantato da culi e tette.

In questo Protocollo di Intesa (che potete scaricare da questo link: http://www.iap.it/it/intesa.htm) si intende, inoltre, creare un Comitato paritetico composto da tre rappresentanti del Dipartimento per le Pari Opportunità e da tre rappresentanti dello IAP.

Auspico che finalmente, per la prima volta in Italia, ci sia pari opportunità anche nella scelta dei rappresentati donna e uomo e che all’interno di questo Comitato si possano contare finalmente 3 donne e 3 uomini. Per una vera parità e imparzialità nel garantire il rispetto della dignità e dell’immagine femminile. (ho spedito un’email a IAP e Ministero ribadendo il concetto. Prevenire è meglio che curare:) e non mi accontento di una buona notizia, sono una cittadina che vigila sull’operato di chi ci governa. Email: iap@iap.it, serep@pariopportunita.gov.it)

Chiedo un primo passo verso una reale politica che dia più possibilità, spazio, risorse e risalto alle qualità delle donne italiane che hanno tanto da offrire in tutti i campi della società.

In fondo non si sta chiedendo la luna, solo la vera parità di diritti.

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Quando la maternità a tutti i costi diventa egoismo:

Il Wall Street Journal parla di questo affare che in India sta proliferando sempre di più. Certe famiglie sono disposte a pagare migliaia di euro o dollari per avere il “loro” bambino o coppie gay che per forza non possono avere bambini si affidano agli uteri in affitto di donne per la maggior parte bisognose di soldi o costrette dal marito. Guarda il video su Wall Street Journal

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